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ELENA'S WEB PAGE:
APOLLONIO RODIO
ele.martini@tiscalinet.it
 

 
 
 
DA TE SIA L'INIZIO, FEBO, A CHE IO RICORDI LE GESTA
DEGLI EROI ANTICHI CHE ATTRAVERSO LE BOCCHE DEL PONTO
E LE RUPI CIANEE, ESEGUENDO I COMANDI DI PELIA,
GUIDARONO AL VELLO D'ORO ARGO, LA SOLIDA NAVE.
IL RE PELIA AVEVA APPRESO UN ORACOLO, CHE L'ASPETTAVA
UNA SORTE ATROCE IN FUTURO: CHI TRA I SUOI SUDDITI
AVESSE VISTO VENIRE CALZATO DI UN SOLO SANDALO,
QUELLO CON LE SUE TRAME GLI AVREBBE DATO LA MORTE.
NON MOLTO TEMPO DOPO, SECONDO IL TUO ORACOLO, GIASONE,
MENTRE GUADAVA D'INVERNO L'ANAURO, TRASSE IN SLAVO DAL FANGO
UN SANDALO SOLO, E L'ALTRO LO LASCIO' IN FONDO ALL'ACQUA.
PRESTO GIUNSE DA PELIA, PER PRENDERE PARTE AL BANCHETTO
CHE IL RE CELEBRAVA IN ONORE DI POSEIDONE SUO PADRE
E DEGLI ALTRI DEI: MA DI ERA PELASGA NON EBBE PENSIERO.
APPENA VIDE GIASONE CAPI', E PENSO' PER LUI LA FATICA
D'UN DURO E LUNGO VIAGGIO, SPERANDO CHE IN MARE
O TRA GENTI STRANIERE PERDESSE LA VIA DEL RITORNO.
COME ARGO COSTRUI' LA SUA NAVE, CON IL CONSIGLIO DI ATENA,
CANTANO I POETI DI UN TEMPO: IO VOGlIO INVECE QUI DIRE
LA STIRPE DEGLI EROI ED IL NOME, E I LUNGHI VIAGGI PER MARE,
E TUTTE QUANTE LE IMPRESE CHE ESSI COMPIRONO
NEL LORO ERRARE. SIANO LE MUSE MINISTRE DEL CANTO.
 
 
("Le Argonautiche" I, 1-22, trad. di Guido Paduano)
 
 

 
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