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L'ETA'
ELLENISTICA

 
 

 
GLI EVENTI STORICI
 
Alla morte di Alessandro Magno (323 a.C.) seguì il periodo che gli storici, dall'ottocento in poi, chiamano "ellenismo" (termine coniato da John Gustav Droysen), vale a dire "grecizzazione". Di fatto, dopo Alessandro, uno stesso sistema politico diretto da una minoranza greca o di cultura greca reggeva le sorti di popolazioni estremamente eterogenee. L'istituzione di una monarchia assoluta di tipo orientale e la fusione delle diverse tradizioni religiose  segnarono un distacco decisivo dal regionalismo politico dell'età classica; inoltre, un'imponente migrazione verso l'Oriente privò la Grecia delle sue risorse umane.
Il mondo ellenistico fu multietnico, cosmopolita e composito, benchè unito dalla stessa lingua, quella greca, molto semplificata e ritagliata dagli innumerevoli dialetti: la "koinè", la lingua comune.
La morte delle "pòleis", inoltre, significò la fine della società dei cittadini, sostituita da quella dei sudditi, uniti sotto la monarchia.
Alla morte di Alessandro il regno venne diviso tra i "diadochi", vale a dire i successori, che, in mancanza di un discendente diretto del sovrano, si combatterono per circa un ventennio.
Attorno al 300 a.C. si consolidarono le seguenti monarchie: il regno d'Egitto, con capitale Alessandria (la città più popolosa e ricca, anche culturalmente, del Mediterraneo); il regno di Siria; il regno di Macedonia; la Grecia, divisa in Lega achea e Lega eolica; il regno di Pergamo, in Asia Minore; la Battriana, nell'attuale Afghanistan.
 

 
LO SVILUPPO DELLA CULTURA GRECA
 
L'ellenismo fu un periodo di grande sviluppo culturale: notevole crescita ebbero le scienze, favorite dall'istituzione di centri di ricerca quali i Musei di Alessandria e Pergamo, sovvenzionati e protetti dai sovrani ellenistici. In essi gli intellettuali venivano ospitati anche fino alla morte.
Inizialmente, però, la condizione della civiltà greca in questo periodo fu drammatica: dalla dimensione politica a cui l'uomo greco era stato da sempre educato, la sua vita si sposta ora nell'ambito privato e familiare, che rappresenta, invece, qualcosa di nuovo. Dalla condizione di "polìtes", dunque, l'uomo greco passa a quella di "idiòtes", vale a dire, appunto, di cittadino privato. Venendo a mancare gli elementi che prima erano i suoi punti di riferimento e che si risolvevano nella forma politica della "pòlis", fondata su libertà, autonomia e uguale diritto di parola, l'uomo greco cerca un punto di riferimento nuovo: la famiglia.
Contemporaneamente, è forte in questo periodo il desiderio di evasione, che porta a voler conoscere ciò che esiste al di là della propria città e quindi a viaggiare. Ecco dunque che si delineano due caratteristiche essenziali dell'ellenismo: individualismo e cosmopolitismo.
La diffusione del libro fu legata anche a questo fenomeno: Iliade ed Odissea erano vere e proprie enciclopedie della lingua, le si leggeva per imparare a parlare e potersi così far capire in tutti i regni.
Il cosmopolitismo porta anche alla fusione di diverse religioni: l'uomo greco è diventato ateo perchè gli dei hanno tradito Atene e l'intera Grecia, per questo non venera più gli dei come un tempo, ma è arrabbiato con loro. Da qui la ricerca di nuove divinità a cui affidarsi, in particolare quelle orientali.
 

 
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